L’Emilia-Romagna è una regione vivace e simpatica, come i suoi vini costellata da paesaggi variegati, spiagge vivaci e variopinte e frutteti che in primavera colorano la pianura in un’immagine che esporta alcuni dei marchi più prestigiosi del made in Italy.
Una breve storia
La storia dell’ Emilia-Romagna vanta una tradizione millenaria, iniziata dai romani che utilizzavano i vini prodotti per rifornire Roma e l’approvvigionamento delle Legioni. Recentemente, la grande capacità di interpretare le esigenze del mercato e l’ottima organizzazione della filiera produttiva, che associate alla capacità di sfruttare al meglio le potenzialità dei vitigni autoctoni, hanno consentito all’ Emilia-Romagna di essere una tra le prime regioni italiane ad esportare alcuni dei propri vini in tutto il mondo, come Lambrusco e Sangiovese.
Il clima e il territorio
In Emilia-Romagna il clima subcontinentale sfuma gradualmente verso caratteri più mediterranei man mano che ci si avvicina alla costa adriatica, che bagna esclusivamente la provincia di Ferrara. L’entroterra è caratterizzato da inverni rigidi ed estati calde, con temperature che spesso superano quelle delle zone costiere, favorevolmente influenzate dalle brezze marine. La pianura emiliana è di origine alluvionale, con suoli molto profondi, piuttosto poveri di calcare negli orizzonti interessati dalle radici, ricchi di argilla e limo. Sull’appennino i suoli sono franco-limosi, franco-argillosi e argillo-limosi, tendenzialmente calcarei, mentre nel Ferrarese, con terreni sabbiosi e poco fertili, nei quali crescono viti dotate di scarsa vigoria. Sul versante romagnolo il clima è mediterraneo-caldo con estati calde e inverni piuttosto freddi, adatto alla viticoltura.
I VINI ROSSI DELL' EMILIA ROMAGNA
- Emilia Romagna
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Li troviamo a Bertinoro, un piccolo borgo medievale in cima ad un colle emiliano che si affaccia sul mare Adriatico. Qui, la terra è conosciuta per la sua particolare vocazione alla viticoltura di qualità e per l’ospitalità dei suoi abitanti.
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Passione nata sotto Luigi Perdisa, da allora la vinificazione è un affare di famiglia. Oggi sono Alberto con la moglie Antonella a condurre la Tenuta, supportati dai figli, che da sempre vivono la passione per il vino.
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I vitigni e i vini
L’ Emilia-Romagna presenta molteplici varietà a bacca bianca e nera distribuite in egual modo.
• Lambrusco: comprende diverse varietà (salamino, gasparossa, sorbara, marani, maestri, montericco, viadanese e oliva) con caratteri differenti. Presente sia in versione rossa e spumante, si presenta di rosso rubino tenue, spesso cerasuolo o rosato con profumi di viola e frutta rossa, con un gusto vivace e asciutto con una buona sapidità.
• Ancellotta: diffuso nel Reggiano e nel Modenese, è un’uva dalla maturazione medio-tardiva, ricco di colore e carattere, intenso.
• Barbera e Croatina: qui chiamata Bonarda, rappresentano rispettivamente il 7% e il 5% della superficie vitata e sono diffusi in provincia di Piacenza; offrono profumi di frutti di bosco e fiori, con un gusto vivace e ottima freschezza;
• Sangiovese: secondo vitigno più coltivato, dal quale i romagnoli contendono la paternità ai toscani. Regala profumi di viola e frutti di bosco, che si arricchiscono di note tostate e speziate dopo l’evoluzione. Vino sempre più apprezzato grazie ad un incremento dell’eleganza, della qualità e soprattutto della versatilità nelle diverse zone: più vivaci nelle zone di Imola e Faenza, più complessi e morbidi in quella di Forlì, più caldi a Cesena e più strutturati in quella di Rimini.
• Longanesi: diffuso nel ravennate, dà un vino intensamente colorato, con profumi di frutti di bosco, amarena e prugna, note speziate e a volte di frutta secca e liquirizia.
• Trebbiano romagnolo: diffuso nel Bolognese e Ferrarese, è utilizzato per la produzione sia di vini fermi, freschi e con profumi garbati, sia per la produzione di vini frizzanti e spumanti con sentori fragranti e vivi.
• Malvasia di Candia aromatica: coltivata nelle province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia è utilizzata per l’elaborazione di vini da dessert, delicati e gradevoli con profumi di frutta e fiori freschi.
• Albana: è utilizzata per l’elaborazione di vini passiti.
• Ortrugo: regala vini frizzanti immediati, con profumi floreali
• Pignoletto e Famoso: il primo è utilizzato per la produzione di interessanti vini frizzanti, mentre il secondo regala un gusto intenso e fresco, con sentori floreali bianchi.
I VINI BIANCHI DELL' EMILIA ROMAGNA
Li troviamo a Bertinoro, un piccolo borgo medievale in cima ad un colle emiliano che si affaccia sul mare Adriatico. Qui, la terra è conosciuta per la sua particolare vocazione alla viticoltura di qualità e per l’ospitalità dei suoi abitanti.
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Le zone vitivinicole
In Emilia-Romagna le zone sono:
• Colli Piacentini: terra di confine tra Lombardia e Liguria, è una zona famosa per la coltivazione di uve come: ortrugo e malvasia di Candia aromatica. Qui nascono denominazioni come Colli Piacentini Gutturnio DOC, Ortrugo DOC, Monterosso Val D’Arda e Vinsanto di Vigoleno DOC.
• Colli di Parma: zona dove la viticoltura si concentra nelle zone pedecollinari e collinari. Lambrusco maestri, barbera, croatina e malvasia di Candia aromatica sono i vitigni più coltivati insieme alle varietà internazionali.
• Province di Reggio Emilia e Modena: sono le zone vinicole più estese, dove il Lambrusco regna sovrano. Il reggiano Labrusco Salamino DOC è prodotto dall’omonimo vitigno, è gradevole, fresco e con intense note fruttate e floreali. Nel Modenese il Lambrusco Salamino di Santacroce coinvolge la porzione più settentrionale della Provincia, che confina a sud con quella del Lambrusco di Sorbara, a sua volta delimitata verso sud dall’area del Lambrusco Gasparossa di Castelvetro, sul versante collinare dell’areale vinicolo.
• Litorale Ferrarese: si ottengono i vini delle sabbie, con trebbiano romagnolo e malvasia di candia bianca di Candia che danno il Bosco Eliceo Bianco DOC, con un sapore floreale e sapido, mentre il Bosco Eliceo Forana DOC, un vino frizzante e delicato.
• Colli Bolognesi: patria del sangiovese e delle uve internazionali, che danno vini intensi ed eleganti. Fiore all’occhiello dei Colli Bolognesi è il Pignoletto Classico DOCG, un vino che dà un gusto immediato e fresco.
• Colli di Imola, Colli di Faenza e della Romagna Centrale: zone vocate alla coltivazione di longanesi, albana e rubicone. Qui nascono le denominazione: Romagna Albana DOCG, Romagna Albana Passito, Romagna Cagnina e Bosco Eliceo, Colli di Faenza Rosso DOC.
• Colline di Forlì e Cesena: danno i vini della denominazione Colli della Romagna Centrale, che spesso presentano ottimi intrecci tra sensazioni olfattive e strutture, con un Sangiovese elegante e dotato di grande personalità.
• Colline di Rimini: qui il Sangiovese si caratterizza per i colori intensi, per la buona struttura e la componente tannica, doti che lo rendono particolarmente adatto all’evoluzione.
La gastronomia dell’Emilia Romagna
Grassa e ricca di sapori, la cucina dell’Emilia-Romagna è legata all’agricoltura e allevamento di suini, dove si producono salumi eccezionali come prosciutto crudo di parma, culatello di Zibello, salame felino, coppa piacentina, tutti da gustare con tigelle e gnocco fritto. Passando ai primi piatti piatti come tortellini, cappelletti, tagliatelle al ragù e lasagne sono perfetti con il Lambrusco Gasparossa mentre i piacentini Pisarei e fasò sono ideali con un gutturnio, infine per i tortelli di zucca lo consigliamo un Aspro Spumante Brut. I secondi piatti presentano pesci come anguille di Comacchio, ideali con un Bosco Eliceo Fortara e carni come la cotoletta alla bolognese perfetto con un Ulziano Rubicone Sangiovese. Per finire i dessert la ciambella è perfetta con un Albana passito. Il re della tavola della cucina emiliana è senza dubbio il parmigiano reggiano, che tutto il mondo ci invidia, che si sposa perfettamente con Aceto Balsamico di Modena o Reggio Emilia.