L’Umbria e i suoi vini

Il cuore verde d’Italia: una definizione perfetta per una regione incantevole come l’Umbria, immersa in un paesaggio ancora intatto, con gemme artistiche come Assisi, Todi, Gubbio e Spoleto, in cui si respira un’atmosfera particolare. Una regione con un grande potenziale vinicolo che negli ultimi anni sta dando risultati egregi.

Una breve storia

La coltivazione della vite in Umbria risale al tempo degli Etruschi e il prestigio dei suoi vini è testimoniato da alcuni grandi autori classici di epoca romana. Solo dopo la II Guerra Mondiale, l’Umbria si è svincolata, dal punto di vista enologico, dalla Toscana e dal Lazio, ed è riuscita a valorizzare la vitivinicoltura locale, grazie ad una ricca varietà di vitigni, molti autoctoni, che consentono di produrre vini con una chiara impronta territoriale. Negli anni ‘80 a Orvieto si assiste ad una vera rivoluzione enologica, grazie alla conferma di ottimi muffati, alla rivalutazione del grechetto e all’introduzione dello chardonnay per la produzione di un grande vino, che da quel momento avrebbe caratterizzato lo stile di molti bianchi italiani evoluti in legno. A partire dagli anni ’90 si assiste a una continua crescita qualitativa e quantitativa e molti produttori stanno riscoprendo e valorizzando uve locali.

Il clima e il territorio

Collocata al centro della Penisola, l’Umbria è prevalentemente collinare (70%) e montuosa, con un clima tipicamente continentale, caratterizzato da inverni freddi ed estati calde, ma secche e ventilate, con piogge ben distribuite nel corso dell’anno. I terreni a Montefalco, nei Colli Perugini e a Torgiano sono prevalentemente argilloso-calcarei e favoriscono la produzione di grandi rossi destinati all’invecchiamento; nell’Orvietano, invece, marne grigie, tufi e residui vulcanici regalano una spiccata sapidità ai vini.

I VINI ROSSI DELL'UMBRIA

Tiberi CriCrò - Umbria IGT Rosso - 2020

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I vitigni e i vini

L’emblema del vitigno umbro è il sagrantino, nato e presente nella zona di Montefalco, un vitigno di carattere che dà un vino di grande struttura e tannicità e richiede lunghe evoluzioni per raggiungere il perfetto equilibrio. Il sangiovese è un vitigno molto coltivato soprattutto nella zona di Torgiano e offre vini di media concentrazione, nei quali in gioventù prevalgono le note fruttate, che si arricchiscono di sentori speziati e tostati dopo evoluzione. Un altro vitigno piuttosto apprezzato in Umbria è il ciliegiolo che in purezza dà un vino delicato, vinoso e fruttato, con una netta nota di marasca e moderata acidità. Altri vitigni a bacca rossa coltivati sono: canaiolo neromontepulcianogamaymerlot e cabernet sauvignon. L’uva a bacca bianca più caratterisitca è l’autoctono grechetto, equilibrato e in grado di dare interessanti vini bianchi, dotati di profumi fini, buona struttura e tenore alcolico, sia in purezza che in uvaggio: quello di Todi è più adatto alla vendemmia tardiva e all’appassimento, mentre quello di Orvieto più ricco di profumi e acidità. Entrambi però sono accumunati da una lunga persistenza aromatica tipicamente ammandorlata. I trebbiani (giallo, toscano, spoletino) rientrano nella composizione dei vini bianchi della regione, ma soprattutto lo spoletino ha trovato nel territorio omonimo la sua terra di elezione, dove è ampiamente diffuso. Regala profumi agrumati e vegetali, con buona struttura e acidità. Altri vitigni a bacca bianca coltivati sono: malvasia biancaverdellochardonnay e sauvignon.

I VINI BIANCHI DELL'UMBRIA

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Le zone vitivinicole

L’ Umbria vitivinicola può essere suddivisa in sei zone principali: Perugino-Assisano e Torgiano, le colline che si affacciano sul Lago Trasimeno, il distretto di Montefalco, l’area dei Colli Martani e di Todi, le zone dei bacini lacustri del Ternano e l’Orvietano. A sud di Perugia, il territorio della denominazione Colli Perugini gode di condizioni pedoclimatiche favorevoli per la coltivazione delle varietà più tipiche della regione: il sangiovese e il trebbiano toscano. Il suolo argilloso con una forte componente calcarea permette la produzione di vini fini, dotati di colore intenso, buona struttura e moderata acidità. L’ area di produzione di Torgiano presenta suoli ricchi di argilla, lignite, sabbie e ciottoli, che danno ai vini grande struttura, elevata componente alcolica e sapidità. La coltivazione della vite in questa zona risale all’Età etrusca e sullo stemma di Torgiano campeggiano grappoli di uva accanto alla torre. Il Torgiano Rosso Riserva DOCG presenta un colore rosso rubino di notevole intensità, grazie a una lenta evoluzione di almeno 3 anni, che crea aromi complessi di viola e rosa appassita. Il clima influenzato positivamente dalle acque lacustri e i terreni permeabili e ricchi di sostanze organiche, rendono le colline intorno al lago Trasimeno ideali per la coltivazione di sangiovesemerlotcabernet sauvignon e gamay. Nella zona di Montefalco regna incontrastato il sagrantino, un vino intenso e complesso con un grande potenziale evolutivo. Nella zona dei Colli Martani il grechetto la fa da padrone e regala un vino bianco sapido, dotato di gusto pieno e fruttato, mentre il grechetto di Todi è dotato di struttura e componente alcolica, sorretto da una buona acidità e con aromi di frutta esotica, fiori gialli e miele. La denominazione Lago di Corbara si caratterizza per una viticoltura originale, concentrata su vitigni poco diffusi in altre zone come pinot neroaleaticocolorino, dotati di buona struttura e acidità. La zona di Orvieto è al confine con il Lazio ed è famosa per i vini muffati, ottenuti da uve attaccate dalla Botrytis cinerea. Dopo qualche anno di evoluzione, il vino si presenta con una splendida veste giallo dorato, inconfondibili note di albicocca secca e pesca sciroppata, miele e zafferano.

La gastronomia dell’Umbria

I vini dell’Umbria sono spesso dotati di grande struttura e si abbinano alla perfezione a una cucina contadina povera ma prelibata, con radici molto antiche di influenza etrusca e romana. Le diverse zuppe a base di lenticchie di Castelluccio sono ottime con Colli Martani Grechetto. I salumi della Valnerina e di Norcia sono ben rappresentati dal prosciutto di Norcia, da abbinare a una Malvasia bianca, mentre il tartufo nero della Valnerina nobilitano un semplice piatto di tagliatelle e si abbinano perfettamente al Trebbiano spoletino. Il piccione farcito e l’agnello al forno sono perfetti con un Sagrantino, mentre la trota in porchetta con un Grechetto di Todi. Per finire questo incredibile viaggio culinario umbro, dolci come la ciaramicola perugina (focaccia lievitata con Alchermes e glassata con albumi d’uovo) e la rocciata perugina ( sfoglia ripiena di frutta fresca e secca, cacao e spezie) si abbinano perfettamente a un Vin Santo dei Colli Perugini e un Sagrantino Passito.

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