L’unicità della Sicilia

La Sicilia è ormai fra le regioni vinicole italiane più conosciute e celebrate. Territorio affascinante ed enigmatico, si esprime a tinte forti, come il blu del mare profondo e il nero delle pendici dell’Etna, il fucsia delle bouganville e delle sue specialità gastronomiche. Ha un’estensione vitata quasi doppia della Toscana e una storia enoica plurimillenaria che parte ancor prima della presenza dei Greci sull’isola.

Una breve storia

La viticoltura in Sicilia comincia solo dagli anni’ 50 quando si verificano trasformazioni significative all’interno dei vigneti. Era un’economia povera, ma molto estesa, dominata dai vitigni a bacca bianca che produceva milioni di ettolitri di mosti e vini ricchi di alcol destinati al centro e al nord Italia. La moderna enologia isolana prende corpo solo dal 1990, quando l’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia si è impegnato nella ricerca e nella sperimentazione di impianti di microvinificazione. Le varietà tradizionali precedentemente impiegate per la produzione di vini di massa come catarratto e trebbiano toscano hanno subito un forte ridimensionamento a favore di nero d’Avolachardonnaymerlot syrah.

Il clima e il territorio

La Sicilia è la più estesa regione italiana e la maggiore isola del Mediterraneo, con 26.000 kmq delimitati da incantevoli arcipelaghi come Eolie, Pelagie e Pantelleria. Il clima è mediterranero, con estati calde e inverni miti, mentre nell’interno è continentale, a tratti addirittura alpino nelle zone dell’Etna.

La Zona Nord-Orientale

La zona nord-orientale è montuosa, dominata dal massiccio vulcanico dell’Etna, con terreni formati dallo sgretolamento della lava e da lapilli, ceneri e sabbie, mentre in quella sud la prevalenza è calcarea e vulcanica.

La Sicilia Centro-Meridionale

La Sicilia centro-meridionale è collinare, formata da suoli misti nei quali si adattano bene varietà tradizionali e interazionali, mentre in quella sud-orientale i terreni calcarei e vulcanici la fanno da padrone e sono ideali per la coltivazione del nero d’Avola.

Le Isole Eolie e Pantelleria

Nelle Isole Eolie e Pantelleria, sferzate dallo scirocco e dal maestrale, si trova il tufo grigio di matrice vulcanica, costituito da lapilli e lave, che contribuisce ad arricchire il corredo di profumi della malvasia delle Lipari e del moscato di Alessandria.

I vini bianchi della sicilia

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Barracco è una cantina che fonda le sue radici nella provincia di Trapani, in una zona molto vocata per la coltivazione delle uve. Le prime tracce risalgono nella metà dell’800, segno di un’importante tradizione vinicola.
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La coltivazione è in regime biologico dagli anni 90 e tutte le fasi sono seguite manualmente e scrupolosamente.

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Al Feu 1915 è una cantina che affonda le proprie radici nella provincia di Trapani, in una zona molto vocata alla coltivazione vinicola. Dal 1915 l’azienda produce vini, segno di una grande tradizione enoica.
Il vignaiolo è Michele che, con grande scrupolosità, seleziona i grappoli volti al rispetto della natura e dell’ambiente circostante.
La coltivazione è sostenibile e naturale lasciando che l’uva il più possibile faccia il suo corso.

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I vitigni più coltivati

La Sicilia è la regione con la più ampia superficie vitata (103.000 ettari) con vigneti dislocati per il 65% in collina, il 30% in pianura e solo il 5% in montagna. La prevalenza di vini è ottenuto con vitigni a bacca bianca, che rappresentano il 53% del totale. Inoltre, i 16.000 ettari sono dedicati alla viticoltura biologica. I sistemi di allevamento più diffusi sono: guyot, cordone speronato ed alberello. La coltivazione predilige la coltivazione dei vitigni autoctoni che danno lustro a questa splendida regione. Tra i vini più antichi senz’altro citiamo il Marsala, prodotto con le locali uve InzoliaGrillo, vino straordinario da invecchiamento, fine e complesso. Non possiamo certo dimenticare, sempre tra i vini dolci, il Passito di Pantelleria e la Malvasia delle Lipari: anche in questo caso, siamo al cospetto di vini intensi, profondi e veramente emozionanti. Tra le uve rosse, certamente citiamo il Nero d’Avola, con le sue note varietali speziate. Il tannico e longevo Nerello Mascalese, autoctono dell’Etna e il Frappato. Tra le uve bianche il Grillo e l’Inzolia, il Cataratto (l’uva bianca più coltivata nell’isola), lo Zibibbo (ovvero Moscato di Alessandria) e il Carricante.

I vini rossi della sicilia

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Le zone vitivinicole

La Sicilia del vino è un vero e proprio continente e la vendemmia dura oltre tre mesi, dai primi di agosto nelle province occidentali per le uve a bacca bianca, fino ad ottobre e alcune volte oltre la metà di novembre per la raccolta delle uve sull’Etna. Le zone sono: Trapanese, Zona Centrale, Messinese ed Etna, Siracusa e Ragusa.

Trapanese

La zona è conosciuta per la produzione del Marsala Doc. Il suo vitigno simbolo è il grillo, allevato nei terreni sabbiosi o rocciosi della costa tra Marsala e Mazara del Vallo. In questo distretto si ottengono vini bianchi freschi e beverini oltre a rossi corposi, eleganti ed elaborati.

Zona Centrale

Comprende le provincie di Palermo, Agrigento e il Nisseno. Qui vengono coltivati vitigni come syrahnero d’avolainzolia che danno vini  dotati di personalità e profumati che ben si abbinano ai piatti siciliani.

Messinese ed Etna

In provincia di Messina, il vigneto è esteso sui rilievi dei Monti Peloritani, dove si produce la storica denominazione Mamertino, in cui il nocera è il vitigno più coltivato, che da un vino di note fragranti di lampone, ciliegia e spezie. Sulle Eolie viene prodotta la Malvasia delle Lipari. La zona etnea è un susseguirsi di terrazzamenti e muretti a secco in pietra lavica. Qui, il terroir è unico, perchè le successive colate laviche hanno creato un substrato ricco di ferro, rame e potassio che arricchiscono il patrimonio olfattivo delle uve. Sul vulcano di distinguono tre versanti produttivi: il versante sud è il più caldo e da vini mediterranei grazie ai terreni che degradano dolcemente e sono costituiti da una ghiaia lavica fine e drenante; il versante est produce vini di notevole finezza; sul versante nord si ottengono vini di grande struttura e complessità.

Siracusa e Ragusa

In provincia di Siracusa sull’Altopiano Ibleo di origine calcarea le vigne delle raffinate denominazioni Moscato di Noto e di Siracusa si affacciano sul Mar Ionio, mentre rivolto a sud si estende il territorio nel quale nero d’Avola e frappato esprimono piacevoli doti di freschezza fruttata nel Cerasuolo di Vittoria DOCG, prodotto in alcuni comuni in provincia di Ragusa, Caltanissetta e Catania. Il nero d’Avola nel ragusano e siracusano mette in luce grande finezza e longevità.

 

Conclusioni

In Sicilia non c’è solo il vino. La storica interazione tra le culture normanna e sveva , ellenica e araba, ha dato via nel corso dei secoli ad una variegata gastronomia. L’esperienza culinaria che si può provare in Sicilia è semplicemente emozionante. Dai prodotti tipici come le Arance, i Limoni, i Fichi d’India, i Pomodoro di Pachino igp oppure il formaggio Ragusano dop o ancora il Cappero di Pantelleria igp. Ai piatti della tradizione siciliana: gli Arancini, le Panelle, la Caponata, la Pasta alla Carrettiera o alla Norma, i Busiatti con l’Agghia Pistata, le Sarde alla Beccafico, il Pescespada alla Siracusana, la Pasta di Mandorle, la Cassata Siciliana e il Cannolo Siciliano. Siamo veramente al top!

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