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Enrico Druetto

Ho un profondo bisogno di fare vino; lo ritengo un dovere morale nei confronti di chi lo ha fatto prima di me. Ogni cosa che ho, proviene dalla terra che io conosco e coltivo. Spero di lasciarla un giorno più pulita, sana e viva di quella che ho ricevuto.”

Questa frase è semplicemente emblematica del modo di vivere, pensare e fare di Enrico Druetto. Ha ripreso, nel 2010, l’attività del nonno che, nel Monferrato Casalese, coltivava la Barbera e altri vitigni autoctoni, oggi in via di estinzione.

L’attività di vignaiolo è per lui una e vera e propria missione. La porta avanti con perseveranza, ma anche con tanta conoscenza ed esperienza.

Le uve locali, ne ha selezionate 14 in tutto, come il Baratuciat e la Slarina, da sempre complementari alla Barbera e la arricchiscono, anche se in realtà Enrico le vinifica anche da sole, in purezza.

Tutto il duro lavoro in vigna e in cantina viene svolto completamente a mano, nel più rigoroso rispetto della natura. Enrico quindi non usa insetticidi, pesticidi o fertilizzanti. Il suo vino è davvero naturale, e come suggerisce la tradizione, viene affinato per almeno 12 mesi in botti di rovere, per acquisire quell’equilibrio e quell’armonia che poi si riscontra nel calice e che emoziona così intensamente.

La produzione è limitata a poche migliaia di preziose bottiglie, naturalmente a seconda dell’annata, più o meno favorevole nei suoi risvolti climatici.

Le etichette scelte per OriginalItalia

MOREJ 2016 / 2015 /2014

Dal color rosso rubino scuro al naso e' molto complesso con sensazioni molto fitte di piccoli frutti rossi e neri, sottobosco vegetale, menta. al palato e' pieno, strutturato, fresco nell'acidità e molto minerale sul finale, lunghissimo

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ROVEJ 2017

La passione di Druetto per il recupero di vitigni autoctoni in via di estinzione è incredibile. La slarina è un'uva difficile, molto tannica e "amara". Era considerata un'uva "miglioratrice", da non vinificare in purezza, ma da tagliare, da unire alla barbera. Druetto invece la produce senza aggiungere altre uve. Ne risulta un vino molto particolare, di grande personalità, un vino non facile, ma molto intrigante e soprattutto longevo. Pensate che ricava circa 1000 bottiglie da ben 4000 piante! Una resa veramente molto bassa.

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PREJA 2018

Un antico vitigno autoctono Piemontese a bacca bianca. Riscoperto e lavorato da Druetto in un'annata molto equilibrata nelle precipitazioni e nell'alternanza fra il caldo dei mesi estivi e le condizioni miti di maggio e settembre.

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