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Il vino sfuso conviene?

Il vino sfuso è tornato di gran moda da qualche anno a questa parte! Hanno aperto veri e propri negozi che vendono lo “sfuso”, ben attrezzati, con grandi recipienti in acciaio e che ci aiutano dandoci a noleggio contenitori, bottiglie, dame e tanto altro ancora. Difficilmente troveremo una famiglia italiana in cui almeno un parente non abbia un pezzo di terra e non abbia mai prodotto del vino. Questo per ricordare che il vino sfuso ha fatto, e fa ancora parte, della nostra storia e della nostra cultura. Allora, vediamo di capirne di più sulla sua qualità e se conviene comprarlo.

Vale la pena ricordare che ogni cantina, ad ogni vendemmia, seleziona differenti livelli di qualità dell’uva raccolta: le migliori, le piu sane, le più mature vengono destinate a produrre i vini di qualità della cantina che, ovviamente, verranno successivamente imbottigliati e venduti ad un equo prezzo. Le uve meno sviluppate, ancora parzialmente acerbe o addirittura attaccate dalla muffa, da insetti, parassiti, etc. verranno destinate alla produzione di un vino più scadente, per forza di cose: saranno quindi vini provenienti da uve di scarto oppure dalle sotto lavorazioni dell’uva: per esempio, dopo la prima spremitura, dalla quale otteniamo il mosto fiore, possiamo avere un secondo mosto ottenuto dalla seconda spremitura dell’uva, aumentando la forza della pressa: si otterrà un prodotto meno pregiato che verrà poi utilizzato per produrre comunque del vino. Oppure si possono usare tecniche particolari, come la vinificazione a caldo, che sterilizza l’uva man mano che si utilizza; in questo caso, le uve possono essere anche rovinate o non mature ed ottenere comunque un prodotto che si potrà chiamare vino. Saranno poi prodotti venduti a prezzi molto più bassi, questo è chiaro: perché un produttore dovrebbe vendere un vino a 3,00 al litro, se potesse venderlo in bottiglia (0,75 lt) a 5,00 euro o 7 euro? Il vino migliore si mette sempre in bottiglia.  Quello di qualità inferiore segue altre strade, tra cui la vendita come vino sfuso.

Va però anche detto che, spesso, il consumatore abituale di vino sfuso non è un degustatore, ha un palato distratto oppure non educato, è un consumatore che cerca un prodotto accettabile ad un prezzo accessibile, quindi le differenze e i difetti non verranno nemmeno percepiti! Il messaggio, da parte del produttore, rimane chiaro: ti sto dando quello che stai pagando, se ti accontenti, siamo tutti soddisfatti! Il vino sfuso non è quindi un vino da demonizzare, ha una sua “dignità”, mercato e utilizzo, ma parlare di un vino di qualità è un’altra cosa.