Il Verdicchio è l’emblema della viticoltura marchigiana, un legame indissolubile ed intrinseco, in cui i due termini sono quasi inscindibili. Scopriamo 10 cose da sapere su questo fantastico vitigno, con domande semplici e altrettante risposte.
Storia
Le origini del Verdicchio sono molto antiche: già nel Medioevo si inizia a parlare di questa varietà, anche se occorre aspettare il 1569 per leggere la parola Verdicchio. Si sviluppa sempre di più nel territorio marchigiano, quando nel 197 entra a far parte ufficialmente del Catalogo Nazionale della Varietà della Vite. Per quanto riguarda la genesi del nome sembrano esserci pochi dubbi: il colore dell’uva, anche a completa maturazione, non perde mai le sfumature verdoline, trasmettendole al vino.
Dove viene coltivato?
Il Verdicchio viene coltivato nelle Marche, soprattutto in provincia di Ancona, in particolare nei colli attorno alla città di Jesi. Meno concentrata ma altrettanto significativa appare la sua presenza nell’alta Vallesina, in provincia di Macerata, in particolare a Matelica dove prende la denominazione.
Caratteristiche del grappolo
Epoca di maturazione
Terroir
Caratteristiche organolettiche
Invecchiamento
Temperatura di servizio
Bicchiere consigliato
Con cosa lo abbiniamo?
Il Verdicchio è un vino versatile, che può soddisfare molteplici abbinamenti. Grazie alla sua freschezza, accompagna perfettamente aperitivi o antipasti a base di sushi. Grazie alla sua sapidità, si abbina alla grande a un risotto con le zucchine o risotto agli asparagi. Per la sua morbidezza si presta bene a pesci come orata, pesce spada e rombo. La sua complessità e acidità, inoltre, creano un perfetto match con le carni bianche, come pollo o tacchino.