Come sono i vini abruzzesi?

Terra di montagna e di mare, l’Abruzzo è stato definito da Primo Levi “forte e gentile”. Il paesaggio bucolico legato alla pastorizia è stato raccontato da Gabriele d’Annunzio, ma la realtà attuale è ormai lontana da quell’immagine. Negli ultimi decenni una dinamica imprenditoria caratterizza infatti il panorama abruzzese, con un occhio attento al mondo vitivinicolo e gastronomico. L’ Abruzzo ha cambiato rotta: un tempo era dedito alla produzione di vino di massa, nella seconda metà del XX secolo ha cambiato rotta grazie all’opera di produttori lungimiranti e di grandi cooperative, che hanno permesso di raggiungere anche risultati di eccellenza.

Clima e territorio

L’ Abruzzo, definita Regione verde d’Europa per la presenza di Parchi Nazionali, è altamente vocato per la viticoltura, grazie alle condizioni ideali di illuminazione, temperature e piovosità. Il territorio è prevalentemente montuoso e collinare, con una piccolissima percentuale pianeggiante. Il clima è mediterraneo nella fascia costiera e collinare, mentre è continentale nelle aree interne. I rilievi dell’Appennino centrale, con i due baluardi Gran Sasso e Majella, riparano il versante orientale della regione dalle gelide perturbazioni invernali e in estate, nella zona pedemontana e nella collina interna, regalano decise escursioni termiche che i grappoli sfruttano per fissare i profumi. La collina litoranea risente di regimi di brezza provenienti dai massicci appenninici e dal mare e presenta terreni prevalentemente calcareo-argillosi, che favoriscono la produzione di vini strutturati e che danno al montepulciano l’opportunità di esprimere al meglio le sue potenzialità. Nella fascia collinare a ridosso del litorale il clima è più mite e i terreni sono prevalentemente di natura sabbioso-argillosa, idonei soprattutto per la coltivazione di uve a bacca bianca.

I VINI ROSSI DELL' ABRUZZO

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Caprera non è solo cantina, è anche agricoltura, ulivi e grani antichi. Con il richiamo della terra abruzzese nel cuore, gli amici Luca Paolo e Alfonso si sono imbarcati in quest’avventura nel 2013.
A Pietranico, la cantina è inserita in uno dei più importanti siti di palmenti d’Italia. Millenarie vasche rupestri per la pigiatura dell’uva scavate a mano nella pietra che affiora dai terreni, che testimoniano l’antica tradizione vitivinicola.

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Federico Nardi definisce il suo modo di essere vignaiolo secondo il suo amore per la terra. Dal 2017, una passione si è trasformata in professione con la nascita dell’azienda agricola e, a seguire, della cantina.
Così, nel paesino Martinsicuro in Abruzzo, il nome della casata paterna si è trasformato nel portavoce della tradizione vitivinicola di un territorio.

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Vitigni e vini

L’ Abruzzo presenta uve a bacca nera per la maggioranza. Il sistema di allevamento prevalente è quello a pergola abruzzese, una forma storica ed espansa rivalutata in questi ultimi anni, ma sono diffusi anche quelli a spalliera. Il protagonista indiscusso del vigneto abruzzese è il montepulciano, che occupa oltre il 57% della superficie vitata ed è presente in quasi tutte le denominazioni, declinato nelle versioni rosso e rosato, spumante e passito. Vitigno straordinario e versatile, secondo il sistema di vinificazione utilizzato può dare vini robusti o delicati, di pronta beva o da lungo affinamento. Il colore si presenta con tonalità che scorrono la tavolozza dal rosato al rosso granato, con un profumo di prugne e frutti di bosco e con un palato forte e persistente. Il suo figlio prediletto è il Cerasuolo d’Abruzzo, da apprezzare in genere entro due anni dalla vendemmia. Il trebbiano abruzzese è l’altro vitigno maggiormente coltivato . Si tratta di un’uva dotata di eccellente vigoria e produttività, matura in ritardo di circa 10 giorni rispetto a quello toscano, ha un grappolo grande e compatto e può dare vini di buona struttura. Aumentando il numero di ceppi per ettaro e utilizzando portainnesti che ne frenano la vigoria, nelle vigne di oltre 20 anni si ottengono grappoli che si trasformeranno in vini eccellenti, con potenzialità di lungo invecchiamento, particolari note di spezie e frutta secca, pietra focaia e fumé. Negli ultimi anni questi vitigni hanno lasciato un piccolo spazio ad alcuni vitigni autoctoni come pecorinopasserina, cococciola e montonico. Erano utilizzati solo complementari del trebbiano, mentre oggi si esprimono bene anche in vini monovarietali, oltre a dare ottimi spumanti metodo Martinotti. Una nota a parte merita il moscatello di Castiglione, riconducibile al moscato bianco. Questo vitigno è una delle ultime riscoperte enologiche abruzzesi, pur essendo stato impiegato da secoli nella produzione di un vino passito di uso familiare nel comune di Castiglione a Casauria.

I VINI BIANCHI DELL' ABRUZZO

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Le zone vitivinicole

L’ideale percorso nel vigneto abruzzese, provenendo dalle Marche e scendendo verso sud, incontra la provincia di Teramo, caratterizzata da dolci colline poco lontane dal mare, dove il montepulciano esprime al meglio le sue doti. Nel Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG, unica denominazione garantita della regione, questo vitigno si mette in luce con un carattere robusto e aristocratico, adatto anche a lunghe evoluzioni. Anche il pecorino e la passerina, vitigni tipici della provincia di Teramo, danno origine a vini freschi, fruttati e, soprattutto se ottenuti dal primo, dotati di ottima struttura e potenza alcolica. Pescara e la sua provincia, oggi suddivisa nelle zone Terre dei Vestini e Terre di Casauria, si mette in mostra vini di grande classe, grazie anche all’opera di artigiani del vino e di produttori che puntano all’eccellenza, con vigneti di oltre 50 anni in terreni vocati esposti a regimi di brezza e forti escursioni termiche, filiere seguite in modo maniacale e l’uso di fermentazioni spontanee. Qui si produce un Trebbiano d’Abruzzo famoso in tutto il mondo. Nell’interno della provincia di L’Aquila, i vigneti di montagna hanno una produzione piuttosto limitata. La Valle Peligna, la culla del Montepulciano, è una conca situata ai piedi dei massicci della Majella e del Velino- Sirente. Sottozone della denominazione Montepulciano d’Abruzzo sono Terre dei Peligni, con le rese più basse e i vini più eleganti e Alto Tirino, dove il territorio pedemontano, le forti escursioni termiche e le esposizioni più soleggiate, portano a vini strutturati e di ottimo livello; inoltre, si producono Cerasuolo dotati di buona acidità e deliziosi profumi di frutti di bosco. L’ultima sottozona è Teate, che comprende la provincia di Chieti, gigante enoico abruzzese dove si produce circa l’80% della produzione regionale, legata soprattutto alle grandi cooperative che negli ultimi anni stanno cercando di proporre una diversificazione dell’offerta, proponendo anche vitigni internazionali, una su tutte la denominazione Ortona DOC.

La cucina abruzzese e abbinamenti

L’ Abruzzo presenta una gastronomia di mare e di terra, e si esprime in piatti saporiti di antica tradizione. Il brodetto di pesce trova un alleato fedele nel Cerasuolo d’Abruzzo che, se più strutturato, si abbina bene anche alla ventricina vastese o teramana, alla mortadella di Campotosto, alle salsicce di fegato e miele e soppressate. Piatti più complessi come la pecora al cotturo o gli spaghetti alla chitarra con il sugo alla teramana, con polpettine di carne piccole come ceci richiedono un bicchiere di Montepulciano d’Abruzzo di buona evoluzione, mentre con gli arrosticini, piccoli spiedini di carne di pecora cotti sui carboni, succulenti e saporiti è più adatto un Montepulciano giovane. Le crespelle arrotolate servite a brodo, i fiadoni a base di formaggio, salati o dolci e cotti al forno, il pecorino di Farindola e il caciofiore aquilano stagionati, si abbinano perfettamente con un Trebbiano d’Abruzzo di grande struttura ed evoluzione. A fine pasto, il Moscatello di Castiglione si degusta con le sise delle monache di Guardiagrele e le sfogliatelle di Lama, mentre il Montepulciano Passito è perfetto con il bocconotto di Castel Frentano e con il parrozzo, dolce pescarese a base di mandorle e ricoperto di cioccolato fondente, che deve il nome a Gabriele d’Annunzio.

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