L’affinamento sui lieviti è una pratica utilizzata sugli spumanti Metodo Classico e serve per mantenere a contatto i lieviti, responsabili della fermentazione alcolica, con il vino. Conclusa la fermentazione degli zuccheri, le cellule dei lieviti si trovano in un ambiente a loro sfavorevole. Lo zucchero è esaurito, la pressione interna è molto elevata e c’è una buona concentrazione di alcol etilico. La delicata membrana cellulare non resiste più, si rompe e i lieviti vanno incontro all’autolisi, rilasciando lentamente tutte le sostanze che avevano assorbito e, in più, tutte quelle che componevano le loro cellule. Lo spumante si riappropria quindi ciò che le era stato tolto e si arricchisce di sostanze dai caratteristici profumi e aromi di lievito, che lo rendono così facilmente riconoscibile. Non solo, perché molte sostanze presenti nel liquido e quelle cedute dai lieviti si possono combinare tra loro, disegnando nuovi sentori, più complessi ed evoluti.
Come deve essere l’affinamento sui lieviti?
L’affinamento a contatto con i lieviti deve essere lento e lungo, nell’ambiente buio e fresco delle cantine, perché solo così le bollicine saranno fini e persistenti. Durante la fase di affinamento le bottiglie sono spesso conservate in posizione orizzontale, in grandi cataste, e per questo sono definite bouteille sûr latte. Un tempo le bottiglie si rompevano frequentemente e questa sistemazione, più stabile grazie alla struttura formata con listelli di legno (lattes), impediva alle cataste di collassare, evitando gravi perdite. Oggi, invece, si rompono molto meno. Le bottiglie sono scosse delicatamente con un’operazione che si chiama coup de Poignée, per evitare che la feccia si attacchi sulle pareti del vetro, favorire la regolare discesa durante il remuage e la maturazione dello spumante. Le bottiglie vengono poi riaccatastate, per far continuare il loro riposo.
Quanto tempo affina sui lieviti uno spumante?
In Italia e in Francia, molti disciplinari di produzione prevedono periodi minimi di affinamento sui lieviti di 18 mesi per gli spumanti non millesimati e di 24 mesi per i millesimati. I produttori che ricercano la qualità prolungano però volontariamente questi periodi, fino ad almeno 24 mesi per i primi e 36 per i secondi, arrivano anche a 7-8 anni per alcune eccellenze mondiali.