La Calabria, l’antica terra del vino

Dominata dal verde scuro dei boschi della Sila e dall’azzurro luminoso del mare, la Calabria si colora dal rosso vivace del peperoncino che rende stuzzicanti tutti i suoi piatti e prodotti tipici. Una storia antica e difficile, quella calabrese, che si ritrova nei piatti scolpiti e volitivi dei Bronzi di Riace. Fino alla fine del secolo scorso, in Calabria il vino era considerato un alimento per le classi meno abbienti e un legame con la propria terra per i tanti calabresi nel mondo. Negli ultimi dieci anni la Calabria ha cambiato volto e propone gradevoli vini di tradizione, che esaltano le doti del gaglioppo, accanto al magliocco e a nuove, interessanti produzioni, con aziende consapevoli di una realtà vitivinicola, climatica e territoriale che può dare vini originali e di carattere. Gli studi innovativi sul patrimonio ampelografico di qualche produttore illuminato e una maggiore comprensione della materia prima, hanno portato alla rinascita del vino calabrese.

Il clima e il territorio

La Calabria, con i suoi 800 chilometri di costa e un territorio impervio e difficile, valli strette disegnate da fiumi e da montagne che la dividono in due e rendono il clima molto diverso tra i versanti ionico e tirrenico, può essere quasi considerata un’isola, situazione che ha protetto i vitigni autoctoni. Spostandosi dal Massiccio del Pollino verso la costa, il clima continentale lascia spazio a quello mediterraneo, in una zona ricca di olivi, piante di clementine, cedri e bergamotti. Nei rilievi intorno a Cosenza il clima è continentale e le importanti escursioni termiche favoriscono una viticoltura quasi di montagna, dove anche i vitigni a a bacca bianca esprimono al meglio i loro profumi. Le alte cime della Sila Grande e i pendii della Sila Piccola, dove il clima è un po’ più mite, scendono fino al versante ionico, dove i vigneti godono di un clima generalmente più caldo di quello tirrenico, secco e influenzato dallo scirocco e dalla tramontana. Lungo il litorale, il clima mediterraneo influenza i vigneti più interni del granitico Aspromonte fino a quelli della Costa dei Gelsomini, dove il Greco di Bianco racconta la sua storia millenaria. I terreni si presentano fortemente differenziati. Le terrazze prevalentemente calcaree su strati di origine vulcanica tra l’Appennino e il Mar Tirreno, si caratterizzano per vini densi e strutturati, con tannini potenti e grandi possibilità di evoluzione, mentre le formazioni argilloso-calcaree delle colline del versante ionico favoriscono il gaglioppo e la produzione di vini rossi poco colorati, sapidi e minerali.

I VINI ROSSI DELLA CALABRIA

Casa Comerci Libìci - Calabria IGP Rosso Magliocco Canino - 2017

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17,50
Casa Comerci è una storia di famiglia legata dal filo conduttore di una vigna calabrese. Un’azienda agricola nata a fine ‘800 per volere di Francesco Comerci e legata alle generazioni successive, che pur vedendosi costrette ad emigrare al nord, non perderanno il legame con la terra.
A inizio 2000, i discendenti Domenicantonio e figli, riprendono in mano l’azienda ricostruendo una cantina fondata sull’orgoglio familiare ristabilito.

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30,50
Casa Comerci è una storia di famiglia legata dal filo conduttore di una vigna calabrese. Un’azienda agricola nata a fine ‘800 per volere di Francesco Comerci e legata alle generazioni successive, che pur vedendosi costrette ad emigrare al nord, non perderanno il legame con la terra.
A inizio 2000, i discendenti Domenicantonio e figli, riprendono in mano l’azienda ricostruendo una cantina fondata sull’orgoglio familiare ristabilito.

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A inizio 2000, i discendenti Domenicantonio e figli, riprendono in mano l’azienda ricostruendo una cantina fondata sull’orgoglio familiare ristabilito.

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Cote delle Franze

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15,00

Cote delle Franze

Tra chilometri di vigneti calabresi, nell’altopiano Piana di Franze , la famiglia Scilanga produce vino sin dal 1701.
Le mani che oggi coltivano queste terre sono quelle dei diretti discendenti della famiglia, Francesco e Vincenzo. Due fratelli che hanno deciso di produrre artigianalmente vini naturali espressione del loro territorio da uve Gaglioppo e Greco Bianco.

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10,50
Tra chilometri di vigneti calabresi, nell’altopiano Piana di Franze , la famiglia Scilanga produce vino sin dal 1701.
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Vitigni e vini

La Calabria presenta il 75% di vigneti a bacca nera. Negli impianti più recenti il sistema di allevamento più diffuso è il cordone speronato, ma il tradizionale alberello resta il più impiegato in quelli più antichi. Il vitigno più rappresentativo è il gaglioppo (27%), l’anima del Cirò. Portato dai coloni greci a partire dell’VIII a.C., questo vitigno riesce a dare il meglio di sé nel Cirotano, sul versante ionico. I grappoli maturano nella prima decade di ottobre e danno vini freschi e sapidi, con un quadro antocianico simile a quello del nebbiolo. Anche il magliocco è molto diffuso nel nord della regione, conosciuto nell’800 e spesso confuso con il gaglioppo, è diffuso soprattutto nella zona di Lamezia e nei dintorni di Scilla, la versione dolce è coltivata soprattutto in provincia di Cosenza. Numerosi sono i vitigni autoctoni spesso conosciuti con nomi diversi secondo le zone come calabrese, mantonico, castiglione, greco nero, malvasia nera, nerello e prunesta.

I VINI BIANCHI DELLA CALABRIA

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10,50
Tra chilometri di vigneti calabresi, nell’altopiano Piana di Franze , la famiglia Scilanga produce vino sin dal 1701.
Le mani che oggi coltivano queste terre sono quelle dei diretti discendenti della famiglia, Francesco e Vincenzo. Due fratelli che hanno deciso di produrre artigianalmente vini naturali espressione del loro territorio da uve Gaglioppo e Greco Bianco.

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La produzione artigianale si sviluppa su 9 ettari di vigne del Cirò, per l’80% da Gaglioppo e il 20% da Greco Bianco autoctoni. La nostra intenzione è però quella di recuperarne tante altre.
Il terreno argilloso e arido e il clima secco e caldo ci permettono di produrre una limitata quantità di 30 mila bottiglie l’anno dalla qualità eccezionale.

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Le zone vitivinicole

Scendendo verso la punta dello stivale, le principali zone vitivinicole sono il Cosentino, il Lametino e, sul versante ionico, il Cirotano e la Locride.

Cosentino

La denominazione Terre di Cosenza, con le sue sette sottozone, ha dato impulso e riconfigurato nel 2011 la viticoltura di tutta la Calabria settentrionale. Il vitigno più coltivato è il magliocco dolce, che si esprime in un vino ricco di colore, con struttura potente e profumi incisivi di mora e spezie nelle Colline del Crati. Qui si producono anche vini rosati leggeri e di pronta beva e vigneti che raggiungono gli 800 metri danno vini bianchi eleganti e profumati, freschi e da bere giovani.

Lametino

Lungo il corso del Savuto, confine naturale della provincia di Cosenza verso sud e territorio delle denominazioni Savuto e Lamezia, all’onnipresente magliocco dolce si affiancano il gaglioppo, il greco nero e anche l’aglianico nella piccola Scavigna DOC, mentre per i bianchi si stanno diffondendo trebbiano toscanomalvasia biancachardonnay e traminer aromatico.

Cirotano

Il versante ionico, in provincia di Crotone, è il regno della denominazione Cirò, prima per numeri e diffusione. Il vino è a base di gaglioppo, da sempre esportato nei paesi con forte immigrazione di calabresi, situazione che per anni ne ha limitato la qualità. La rinascita di questo vino è storia recente ed è frutto di rese per ettaro più basse e di migliori tecnologie produttive. Fino a pochi anni fa il Cirò era dotato di una forte componente alcolica e tannini aggressivi, mentre oggi, pur confermando tonalità che sfumano rapidamente nell’aranciato e piuttosto trasparenti, propone un assaggio caldo ma con un tannino apprezzabile, ideale con uno spezzatino con patate e piselli. All’interno della stessa denominazione e andando verso sud fino alla provincia di Reggio Calabria e alla DOC Bivongi, sono sempre più frequenti i blend ottenuti da vitigni internazionali e uve antiche, tra cui spiccano il greco nero e la nocera, insieme ai vari nerelli, che danno vini semplici e altri che, al contrario, danno il meglio di sé dopo l’affinamento.

Locride

La Locride è una terra di vini rari. Dai declivi dell’Aspromonte verso il lembo di costa che si affaccia sul Mar Ionio, il mantonico è sottoposto a un leggero appassimento per la produzione di un vino dolce e frescco, mentre poco distante, nel comune di Bianco e solo in parte in quello di Casignana, il greco bianco di Bianco ha trovato l’habitat ideale per dare il famoso vino dolce. E una chicca spesso introvabile in cui i grappoli appassiscono al sole per 10-15 giorni e danno un vino dolce e morbido con sentori di bergamotto, miele e salvia.

La gastronomia calabrese e abbinamenti

La Calabria presenta una cucina prevalentemente di terra, insaporita dalla dolce cipolla rossa di Tropea e dalla proverbiale piccantezza dell’ubiquitario peperoncino, che complica un po’ l’abbinamento con il vino. Come accade per un piatto di stuzzicanti spaghetti aglio, olio, peperoncino, da provare con un fresco Cirò Bianco. La pasta e patate alla tiella o le lagane e ceci, appena piccanti, si complicano con un Magliocco Rosato, mentre le costolette di maiale in padella con caciocavallo e vari insaccati, oltre a ‘nduja e rosamarina, entrambe spalmabili e a base rispettivamente di grasso di maiale e di novellame misto, sono perfetti in abbinamento con un Cirò Rosso. E accanto alla tipica pitta ‘mpigliata e ai dolci sontuosi della tradizione gioiosana non si può non abbinare un sorso di rarissimo Greco di Bianco. Insomma, ce n’è per tutti i gusti!

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