L’Aglianico

L’ Aglianico è un vitigno coltivato principalmente nel sud-Italia, in particolare in CampaniaBasilicata dà i migliori risultati, riconosciuti nel panorama nazionale ed internazionale.

Storia

Le origini dell’Aglianico sono molto antiche: originario della Grecia, è stato introdotto in Italia nel al VII-VI secolo a.C. Il nome deriva in seguito alla dominazione degli Aragonesi: Aglianico deriverebbe dalla pronuncia spagnola di Hellenico. Testimonianza certa è il ritrovamento dei resti di un torchio romano nella zona di Rionero in Vulture, provincia di Potenza.

Diffusione

Prima della fillossera, alla fine del XIX secolo, si hanno testimonianze della presenza di questo vitigno in tutto il sud, in particolare in CampaniaBasilicataPuglia e Molise. In queste ultime due regioni la sua presenza si è un po’ affievolita, mentre nelle prime due il legame si è rinforzato e regala DOC e DOCG di riferimento come: Aglianico del Vulture DOCG e Sannio DOC.

La pianta

L’Aglianico, nel corso degli anni, è stato oggetto di indagini ampelografiche, chimiche e molecolari su biotipi in Campania e Basilicata. I risultati hanno dimostrato che Aglianico campano e del Vulture sono in realtà un unico vitigno, con differenze di vario ordine come la potenzialità di invecchiamento. L’Aglianico ha un grappolo cilindrico o conico piccolo e compatto, con eventuale presenza di una o, più raramente, due ali. L’acino è piccolo, di forma sferica, con buccia spessa, a volte persino coriacea, pruinosa e di colore blu nero. Matura tardivamente, tra la metà di ottobre e la prima decade di novembre. Soprannominato Barolo del sud, è un vitigno vulcanico che predilige terreni argillosi e calcarei, ha bisogno di colline ventilate e inverni non troppo rigidi, così come soffre il caldo eccessivo e la siccità. 

Il vino

In condizioni ottimali le uve raggiungono un elevato tenore zuccherino (22-23%) e conservano integra una forte acidità tartarica, che risulta ancora più elevata nel biotipo Aglianico Amaro o Beneventano; possiedono, inoltre, un’importante struttura tannica. Il vino che se ne ricava è adatto al lungo invecchiamento e beneficia dell’affinamento in legno, a stemperare il carattere austero dovuto alla componente acido-tannica. L’utilizzo della barrique, oggi diffuso in Campania e in Basilicata, riesce a domarne la foga, rendendolo più morbido e vellutato in tempi brevi. Si presta benissimo a piatti come carne alla griglia, arrosti, selvaggina e formaggi stagionati.

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