Lo Chardonnay spiegato in 10 punti

Lo Chardonnay è il vitigno internazionale maggiormente coltivato. Diffuso in tutto il mondo, è utilizzato sia in versione ferma sia in versione spumante. Vitigno estremamente versatile, è coltivato parecchio in quanto si adatta a molteplici terreni. Scopriamo 10 sfumature su questa importantissima varietà.

Storia

Le origini dello Chardonnay sono molto antiche: già dal medioevo si inizia a coltivare questa varietà, per poi diffondersi in maniera importante in Borgogna e in Champagne nel XIX secolo. Il suo nome deriva da Chardonnay, l’omonimo paese del Mâconnais in Borgogna.

Dove viene coltivato?

Lo Chardonnay viene coltivato soprattutto in Francia e in Italia. In Francia è particolarmente diffuso in Borgogna, dove viene utilizzato nello Chablis e Costa d’Oro, e in Champagne. In Italia è diffuso ovunque, in particolare Lombardia nella zona della Franciacorta, in Trentino, in Alta Langa, in Sicilia e in Abruzzo.

Caratteristiche del grappolo

Il grappolo è compatto, cilindrico, spesso con piccola ala di piccole dimensioni .

Epoca di maturazione

Lo Chardonnay matura abbastanza precocemente: la raccolta viene effettuata nei primi giorni di Settembre; in alcune zone collinari, come la Franciacorta, la vendemmia viene anticipata nel mese di Agosto.

Terroir

Lo Chardonnay è un vitigno molto versatile, capace di adattarsi a diversi tipi di suoli ma si esprime al meglio in terreni ben drenati, argillosi e calcarei.

Caratteristiche organolettiche

Lo Chardonnay si presenta con un colore che va dal giallo paglierino al giallo dorato. Al naso dipana profumi freschi di frutta gialla matura come ananas, mela e banana. Al palato è fresco, di grande beva, con una corretta acidità e un finale minerale al gusto.

Invecchiamento

Lo Chardonnay, in base al periodo di affinamento, è un vino fresco, abbastanza leggero e di pronta beva, che si presta bene all’invecchiamento: anche 10-15 giorni.

Temperatura di servizio

Si consiglia di servirlo a 10/12°C.

Bicchiere consigliato

Calice da vino bianco complesso.

Con cosa lo abbiniamo?

Si presta perfettamente a piatti di pesce, tartare, molluschi e crostacei, ma anche carni bianche e primi piatti leggeri.

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