Simboleggiata della rosa camuna, incisione rupestre preistorica tratta dal repertorio multiforme della Val Camonica, la Lombardia si distingue in vari settori dell’industria e del terziario, in particolare a Milano. Paesaggi alpini mozzafiato, laghi con scorci incantevoli, dolci colline e una pianura fortemente antropizzata nascondono un’anima vitivinicola che ha trovato in alcune zone un ambiente ideale e una carica imprenditoriale per raggiungere vini di eccellenza.
Una breve storia
La viticoltura in Lombardia comincia molto presto. Ritrovamenti di vinaccioli di Vitis vinifera sulle rive dei laghi di Garda e d’Iseo testimoniano la presenza della vite fin dall’Età del bronzo, anche se la coltivazione risale al VII-V secolo a.C. Furono i romani a dare impulso alla coltivazione della vite, fino alla decadenza dell’Impero Romano e alle successive invasioni barbariche. Dopo una ripresa della coltivazione nel Medio-Evo, grazie all’opera di monaci, il quadro ampelografico è stato completamente mutato dai flagelli ottocenteschi, uno su tutti la fillossera.
Il clima e il territorio
La Lombardia è un territorio vasto e variegato ed è occupato per quasi la metà da un’estesa pianura (47%), per circa il 41% da montagna e solo 12% da rilievi collinari. Il clima non può che ricalcarne le tracce, presentandosi estremamente composito. Si passa dalle rigide temperature dei ghiacciai al tepore delle rive dei numerosi laghi e fiumi, dove il calore immagazzinato in estate è rilasciato in inverno e permette la coltivazione della vite. In pianura il clima è tipicamente continentale con forti escursioni termiche stagionali, mentre la fascia pedemontana presenta un clima fresco e temperato. I terreni variano da sabbiosi- rocciosi in Valtellina, argillosi in Franciacorta e e marnosi in Oltrepo’ Pavese.
I VINI ROSSI DELLA LOMBARDIA
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La cantina Involt Agnelot nasce dal desiderio di alcuni appassionati di vino nel produrre personalmente le proprie bottiglie, piene di un vino fedele al territorio.
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I vitigni più coltivati
I vigneti della Lombardia occupano una superficie molto estesa, 22.900 ettari disposti soprattutto in collina. Oltre il 55% della produzione proviene dall’Oltrepò Pavese seguito dalla Franciacorta (24%), seguiti dalla Valtellina e Mantovano. Le forme di allevamento più diffuse sono guyot e cordone speronato. Croatina e pinot nero sono i vitigni più coltivati in Lombardia e sono diffusi in Oltrepò Pavese. Il primo regala vini profumati e non di grande struttura, il secondo è impiegato per spumanti metodo classico che dona vini complessi e di grande potenzialità di invecchiamento, mentre se vinificato in rosso dà vini dotati di un colore non molto profondo, con note di ribes e lampone. La Barbera presenta un’acidità più contenuta e tannini più morbidi. Uva Rara e vespolina offrono una trama delicata, floreale e speziata. Merlot e cabernet sauvignon si trovano nel bergamasco e garantiscono intensità e struttura. Il Nebbiolo (Chiavennasca) è presente in Valtellina e dà ottimi risultati qualitativi con le eccellenze come Sassella e Sforzato. Diverse varietà di Lambrsuco, come marani, maestri e salamnino sono presenti nel mantovano. Tra le varietà a bacca bianca spicca lo chardonnay, che si esprime splendidamente in Franciacorta, mettendo in evidenza l’eleganza fruttata e floreale. Altre varietà coltivate sono groppello, pinot grigio, riesling, trebbiano di soave e moscato bianco.
I VINI BIANCHI DELLA LOMBARDIA
Sono Elisa e Silvia Piaggi ad aver dato vita alla cantina Lefiole, 12 ettari a 400 metri s.l.m. coltivati a Pinot Nero e Pinot Grigio in uno dei crus più importanti dell’Oltrepò Pavese.
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Le zone vitivinicole
La Lombardia del vino presenta diverse aree enografiche Le zone sono: Oltrepò Pavese, Franciacorta, Valtellina, Mantovano-Garda e Bergamasco.
Oltrepò Pavese
Le Colline dell’Oltrepò Pavese si trovano più a sud della provincia di Pavia. Tra queste colline appenniniche i terreni sono argillosi che danno nutrimento a fitti filari di viti impiantati a guyot, ideali per la coltivazione dell’uva, che offre un ampio ventaglio di tipologie di vini, dai bianchi e rossi fermi e frizzanti, ottenuti da uve tradizionali e internazionali, agli spumanti metodo Classico e Martinotti. Il vino simbolo è la Bonarda, a base di croatina vivace e simpatica. Altro vino simbolo è il Pinot Nero, sia in versione rosso sia spumante.
Valtellina
La Valtellina è dominata da vigne che per 40 km sono aggrappate alle pendici delle ripide montagne. Qui la viticoltura è eroica, perché infaticabili viticoltori, dopo aver portato la terra fin quasi a 1000 metri con le gerle, continuano a lavorare manualmente i filari di nebbiolo e a trasportare le uve a spalla, talvolta aiutati da sistemi di piccole rotaie. I simboli sono: Sforzato, Grumello, Inferno, Sassella e Maroggia.
Franciacorta
Il nome deriva dal latino francae curtes, con cui si identificavano territori esentati dal pagamento dei dazi, in cambio di bonifiche e lavori agricoli effettuati dai monaci benedettini. La zona presenta suoli di origini moreniche molto ricchi di minerali, fondamentali per lo sviluppo degli aromi nell’uva. I terreni e le caratteristiche pedoclimatiche identificano diverse unità vocazionali, limo e ghiaioso-argillosi. I venti freddi provenienti dalla Val Camonica sono mitigati dagli influssi dei laghi e dalla presenza della pianura bresciana, i venti che spirano dai laghi non permettono la formazione di nebbie invernali. In Franciacorta la vendemmia è molto precoce, secondo le annate inizia tra la prima e seconda decade di agosto e prosegue per circa 3 settimane. Qui si coltivano pinot nero, chardonnay e pinot bianco (usato in percentuale) che danno vita a eleganti bollicine fresche, fruttate e fragranti.
Valcalepio-Bergamasco
In Provincia di Bergamo la denominazione Valcalepio abbraccia una cerca di colline situate alla destra orografica dell’Oglio, fino alle sponde del Lago di Iseo. Nella zona a ovest i terreni più profondi e di matrice argillosa danno i vini più strutturati e complessi, mentre a est i vini sono più semplici e di facile beva. Qui si coltiva Moscato di Scanzo, chardonnay, pinot nero, merlot e cabernet sauvignon.
Mantovano- Garda
I vigneti che ricamano l’incantevole paesaggio nel comprensorio del Lago di Garda traggono beneficio dai terreni di origine moreniche derivanti dal ritiro dei ghiacciai, con presenza di argille biancastre e sabbie. La denominazione Garda è vasta e comprende le provincie di Mantova, Verona e Brescia mentre il Garda Classico è riservato alla sola provincia bresciana e così come la denominazione Valtènesi. Qui si coltivano Groppello e Trebbiano di Soave. Quest’ultimo in particolare mette in luce il Lugana, dotato di buona freschezza e sapidità, capace di accompagnare i pesci di lago della zona. Nel Mantovano le morbide colline attraversate dal Mincio sono il letto ideale per alcune varietà di lambrusco, su tutti il viadanese, che se è adattato perfettamente al territorio, poiché predilige terreni profondi, freschi e di buona fertilità, come quelli più vicini al fiume, affiancato in uvaggio dal maestri, marani e salamino.
Conclusioni
In Lombardia non c’è solo il vino. Ricca e varia, non proprio leggera, la tradizione culinaria lombarda si basa su piatti molto interessanti, dalle origini contadine. I Casoncelli, i Tortelli di Zucca ,il Risotto alla Milanese, l’Ossobuco, la Cotoletta e, certamente, i Pizzoccheri. La Lombardia è ricca anche di prodotti nostrani davvero apprezzati come la Bresaola e formaggi buonissimi come il Bitto, il Quartirolo e il saporitissimo Gorgonzola. Tutti questi piatti si abbinano perfettamente ai vini locali e non.